Adolescence
29 maggio 2026
Educare gli adolescenti nell’era digitale
Due relatori sul palco discutono del tema «Crescere i figli nell'era dei social media» su uno sfondo di linee vorticose e testo in italiano.Due relatori sul palco discutono del tema «Crescere i figli nell'era dei social media» su uno sfondo di linee vorticose e testo in italiano.

Si è conclusa la prima edizione di Adolescence, il percorso promosso dalla Fondazione Oltre per accompagnare genitori, educatori e famiglie dentro una delle sfide più decisive del nostro tempo: comprendere il mondo degli adolescenti senza rinunciare al compito educativo.

L’ultimo appuntamento, dal titolo “Crescere i figli nell’epoca dei social”, ha visto protagonista il filosofo e social media strategist Bruno Mastroianni, in dialogo con Gigi De Palo, per una riflessione concreta, profonda e senza semplificazioni sul rapporto tra ragazzi, smartphone, social network e responsabilità educativa.

Durante la serata è emersa con forza una convinzione: educare oggi non significa semplicemente vietare o controllare, ma aiutare i ragazzi a sviluppare strumenti interiori, spirito critico e desiderio di realtà. Come ha ricordato Bruno Mastroianni, non basta demonizzare la tecnologia o inseguire il controllo assoluto: «i figli non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di adulti presenti», capaci di accompagnarli dentro un mondo digitale che non può essere semplicemente evitato. Se il digitale è ormai parte della vita quotidiana, il compito degli adulti non può essere solo quello di mettere limiti, ma anche di offrire esperienze, relazioni e significati capaci di rendere la vita più interessante di qualsiasi algoritmo.

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Con questo incontro si chiude un percorso che, in quattro appuntamenti, ha coinvolto migliaia di famiglie provenienti da tutta Italia grazie ai contributi di voci autorevoli come Alberto Pellai, Franco Nembrini, Alessandro D’Avenia e Bruno Mastroianni, accompagnate dalle riflessioni di Annachiara Gambini, don Fabio Rosini e Gigi De Palo. Un itinerario che ha affrontato paure, fragilità, desideri e grandi domande dell’adolescenza contemporanea. 

I numeri raccontano un bisogno reale: oltre 6.800 partecipanti in presenza e più di 17.300 iscritti alla piattaforma digitale di Adolescence, segno di quanto le famiglie sentano il bisogno di luoghi di confronto, ascolto e orientamento su temi educativi sempre più complessi.

Adolescence non nasce per offrire ricette facili, ma per creare alleanze educative e aiutare gli adulti a non sentirsi soli davanti alle grandi trasformazioni del presente. Perché educare un adolescente oggi significa abitare un tempo difficile, ma anche pieno di possibilità.

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